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Curiosità sulla Pizza

La scelta della pizza diventa sempre più ampia e golosa, con tanti gusti e guarnizioni per soddisfare anche i palati più esigenti.
I sapori tradizionali rimangono per molti ancora dei punti fermi.
Condividiamo con voi la storia della Margherita, la Marinara e la Salsiccia e Friarielli.

La pizza dei marinai napoletani: la Marinara

Prima di salpare per la pesca, i marinai napoletani erano soliti a mangiare un pasto caldo e nutriente come la pizza.
Pochi gustosi ingredienti: pomodoro fresco, olio extravergine di oliva e origano e in base all’andamento della pesca
aggiungevano delle alici.
Si narra che un pizzaiolo del porto di Napoli, stanco delle lamentele dei marinai che volevano la pizza più condita,
decise di aggiungere un ingrediente che non andasse ad incidere sul prezzo ma ne migliorasse il sapore.
Fu così che si aggiunse alla ricetta anche l’aglio fresco tagliato a pezzettini.
La ricetta che conosciamo oggi, è con la base di pomodoro: un ingrediente aggiunto solo in seguito, quando cominciò
a diventare più comune sulle tavole italiane.

La pizza della regina: la Margherita

La leggenda narra che la pizza sia nata dall’inventiva del pizzaiolo Raffaele Esposito che giunto alla reggia di Capodimonte al servizio del re d’Italia Umberto I di Savoia, preparò un nuovo gusto che conquistò il palato della regina Margherita.
In realtà il condimento con pomodoro, mozzarella e basilico era già ampiamente utilizzato al tempo, più probabilmente
al pizzaiolo va il merito di aver ribattezzato quel gusto in onore della sovrana.

La Salsiccia e Friarielli

L’abbinamento tra salsiccia e friarielli sembra essere nato grazie a un ambulante che per primo unì le cime di rapa
alla carne cotta alla brace. Non esistono notizie certe circa l’origine della ricetta né sull’arrivo di questi ingredienti
saporiti sulla pizza, anche se probabilmente salsiccia e friarielli cominciarono a essere usati nei forni per farcire
gli avanzi di impasto.
In menu si trova quasi sempre con questo nome, ma un tempo era conosciuta anche come carrettiera, perché
molto apprezzata dai conduttori dei carretti che avevano bisogno di un pasto sostanzioso.

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